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Notiziario a cura del dipartimento Protezione della Mucca e Agricoltura
Congregazione Italiana per la Coscienza di Krishna (ISKCON)

Notiziario a cura del dipartimento Protezione della Mucca e Agricoltura
Congregazione Italiana per la Coscienza di Krishna (ISKCON)


Associazione Nazionale per la protezione della mucca  

Un progetto ambizioso ma necessario

 

Il dipartimento di Protezione della Mucca e Agricoltura della Congregazione Italiana per la Coscienza di Krishna ha cominciato a mettere le basi per la creazione di una istituzione a livello nazionale, che possa sostenere tutti i progetti agricoli ispirati dalla guida spirituale di Sua Divinca Grazia A.C. Bhaktivedanda Swami Prabhupada.

Il maestro fondatore dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna ha fatto sì che l’antica conoscenza spirituale dei Veda potesse risvegliare la coscienza delle persone, e stabilire il modello sociale della cultura vedica. In uno dei sui numerosi passaggi in merito alla protezione della mucca, tratti dai commenti delle traduzioni dei testi vedici si legge: 

“Una società che trascuri la cura delle mucche e dei principi della cultura brahminica non può godere della protezione diretta del Signore, come i prigionieri di uno Stato, che invece di essere protetti dal governo, subiscono la severa sorveglianza dei suoi agenti. Almeno una parte della società deve vegliare alla cura delle mucche e allo sviluppo dei principi brahminici, altrimenti non si può parlare di prosperità nella società umana.” (S.B.1.14.34 Spiegazione)

Grazie all’impegno dei suoi discepoli e dei devoti, in Italia oggi la Congregazione Italiana per la Coscienza di Krishna è riconosciuta dall’ordinamento giuridico come ente religioso e si impegna ogni giorno nella diffusione della conoscenza spirituale. Alcuni dei suoi membri lavorano anche per mettere in pratica la cultura vedica in relazione con la terra e con la protezione della mucca, attraverso diversi progetti. Ad oggi anche questo lavoro necessita di avere un riconoscimento giuridico perché si possano sostenere e coordinare gli sforzi ottenendo risultati più tangibili.

Il dipartimento sta raccogliendo la partecipazione dei templi, delle associazioni e dei singoli individui che con entusiasmo stanno portando avanti, nelle loro sedi, progetti ispirati dalla visione spirituale di Srila Prabhupada. In questo contesto nasce il progetto per la creazione di una istituzione a carattere nazionale che possa rispondere a due principali esigenze di fondo: una è quella dell’organizzazione coordinata della raccolta fondi, e l’altra è quella della visibilità sociale.

Tutti i progetti, oltre che di buone intenzioni, hanno bisogno di fondi e investimenti, e, di fatto, l’agricoltura è il settore economico che riceve più finanziamenti, a livello nazionale ed europeo. Sebbene sia maggiormente sponsorizzata quella che è definita l’“agroindustria” - ovvero quell’agricoltura fatta essenzialmente di petrolio, sfruttamento sconsiderato delle risorse e violenza - oggi l’economia agraria sta valorizzando anche progetti più inclini alla sostenibilità ambientale, alla valorizzazione del territorio e al benessere animale. In questo contesto ci sono anche tante opportunità per progetti agricoli di carattere no profit, più ristretti e innovativi, a cui le comunità per la Coscienza di Krishna aspirano.

Un’associazione nazionale come ente no profit, avrebbe la possibilità di raccogliere fondi per compiere molteplici attività come: il coordinamento di giovani e volontari che vogliono offrire il loro servizio nelle unità agricole; la comunicazione sui temi della sostenibilità ambientale, organizzando, per esempio eventi e seminari per sensibilizzare sul tema della protezione della mucca e sull’utilizzo della trazione bovina in agricoltura; il supporto alle realtà agricole per l’implementazione di tecniche rispettose dei principi vedici, ad esempio si potrebbero veicolare più efficacemente sul territorio le informazioni che i dipartimenti per l’agricoltura ISKCON europeo e internazionale pubblicano. Tali attività, se sotto il coordinamento di un ente legale, che non detiene una valenza prettamente religiosa, ma laica e apartitica, avrebbero la possibilità di essere finanziate da diversi soggetti nazionali e internazionali, pubblici o privati.

La visibilità sociale dell’istituzione nazionale permetterebbe di far penetrare con maggiore efficacia nella società civile temi e interventi a favore della protezione della mucca. 

La diffusione oggi più accentuata dell’alimentazione vegetariana e delle scelte di conduzione agricola alternative a quelle agroindustriali, offrono un campo d’azione favorevole. Diverse infatti sono le realtà oggi in Italia che, a vari livelli, con diverse motivazioni, sotto diverse bandiere, possono cooperare direttamente o indirettamente a sostenere la causa della protezione della mucca.

Un’organizzazione riconosciuta, dal momento in cui opera e si relaziona con i diversi attori presenti può con più opportunità svolgere attività di “advocacy”. Nel senso di orientare l’opinione pubblica e l’attenzione del corpo sociale amministrativo verso quei cambiamenti che sostengono la protezione della mucca.

In particolare in Italia ci sono situazioni legislative che ostacolano lo sviluppo delle comunità agricole vediche. L’esempio più eclatante è che la classificazione anagrafica veterinaria “non destinato ad abbattimento” non è applicabile per una mucca o un bue. Questa classificazione, che è la manifestazione della violenza normalizzata del sistema agroindustriale, è applicabile solo a cavalli e asini, ma non per i bovini, che sono tutti considerati automaticamente “destinati ad abbattimento”. 

Una secondo elemento importante risiede nell’assenza di un regime giuridico per chi lavora in agricoltura utilizzando animali da traino. A differenza di come avviene in altri paesi del mondo, come Francia o Stati Uniti, dove è presente la classificazione di “operatore agricolo a trazione animale”, in Italia non c’è tutela per chi vuole lavorare i campi con gli animali. Tuttavia, vi sono in Italia diverse organizzazioni che stanno lavorando per diffondere la trazione animale in agricoltura e rendere il campo d’azione più propizio.

Infine, occorre guardare a questo progetto nel lungo periodo, come la preparazione del terreno per sviluppare in Italia unità agricole basate sulla protezione della mucca, le “gosala”. 

Per quanto possa sembrare ambizioso, l’unità d’intenti e l’entusiasmo non mancano. Ogni cammino comincia con il primo passo, sarà dunque nel prossimo mese discussa la migliore forma giuridica dell’ente e stilata la prima bozza di statuto. Tale proposta verrà sottoposta all’attenzione del Consiglio Nazionale della Congregazione Italiana per la Coscienza di Krishna che vaglierà l’opportunità di far proseguire i lavori e potrà elargire le benedizioni necessarie.


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